MENU

A 100cmDaTe: Il viso dolce davanti alle Colonne

13 marzo 2020 •

Madonna porta Ticinese 2 rit

di Monica Torri (architetto e guida)

Oggi al civico 22 di Corso di Porta Ticinese, davanti alla bellezza monumentale e austera della Basilica di S.Lorenzo e delle sue Colonne, c’è “solo” un portone barocchetto, che conclude il suo profilo mistilineo con una conchiglia e piccoli festoncini di fiori. Quasi impossibile notarlo, passando davanti a quel luogo così carico di storia, che sempre magnetizza lo sguardo.

Eppure, fino a poco tempo fa, da quel portoncino che ora ha un innaturale color legno, faceva capolino il volto delicato di una Madonna, a cui la cornice candida che inquadra il portone pareva far da velo. Nel 2008 l’artista di Los Angeles El Mac (Miles MacGregor), insieme al conterraneo Retna (Marquis Lewis) lo avevano dipinto usando la tecnica particolare e riconoscibile che contraddistingue anche altri loro lavori, tra questi la Donna in blu di via Fleming a Milano. El Mac specializzato in volti, specialmente femminili, di notevole potenza e realismo; Retna in opere grafiche che riecheggiano linguaggi diversi, dai geroglifici, all’arabo, all’ebraico, con echi gotici e asiatici. L’uno sovente impegnato nel trasmettere messaggi sociali che parlano di  diversità etniche (in particolare messicana, chicana e degli Indiani d’America); l’altro con all’attivo collaborazioni con marchi come Nike, Louis Vuitton, Prada e con un nome e uno stile che gli hanno meritato anche la commissione delle scenografie per l’Aida verdiana andata in scena a San Francisco (2016) e a Seattle (2018).

Ma la Madonna di corso di porta Ticinese, era se possibile, qualcosa di più… era quasi un’apparizione delicata e discreta, lontana dalla monumentalità spesso sfacciata di molte opere di street art. Essa pareva semplicemente affacciarsi dagli interni di quell’edificio, proprio sulla soglia che divide lo spazio privato da quello pubblico della via, la soglia che divide lo spazio umano di una casa, da quello sacro del sagrato di una basilica. E così appariva: pressochè invisibile, passandole davanti, fino a che improvvisamente appariva da una certa distanza. Un gioco pittorico (o forse simbolico), ottenuto con una tavolozza di colori ristretta al marrone-grigio e al chiaro del volto, appena rosato sulle timide guance: le stesse tonalità del legno del portone e della sua cornice pietrosa da cui la giovane Maria (così più grande di noi!) prendeva corpo, con lo sguardo umilmente abbassato davanti a… San Lorenzo.

Da ormai parecchio tempo quel volto è scomparso, offeso o, per essere più “tecnici”, spaccato dopo soli 5 mesi, crossato (da crossare, cioè coprire le opere altrui) con le tags di vari writers, che vi si sono sempre più sovrapposte. Chi lo aveva commissionato, aveva confidato non solo sulla sacralità dell’immagine, ma anche su un principio, una… regola di norma comunemente rispettata da chi si esprime sui muri cittadini: non imbrattare l’opera di altri. Ma la regola non era scritta… e così, nottetempo, prima Reps e poi i membri della sua crew (che di nome fa CTO, da Check this out, ovvero… “beccatelo”!) hanno vandalizzato il bel portone, restituendolo, con questo gesto, al suo essere appunto solo una soglia.

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

«